Consiglio comunale: l’opposizione abbandona l’aula in segno di protesta

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Umberto Totaro

Qual è quell’urgenza che può tenere in scacco per ben due ore e mezza un intero consiglio comunale ed in nome della quale una parte dei consiglieri si piega fino a calpestare letteralmente la dignità, il decoro e le prerogative del Consiglio?

Qual è quell’urgenza che comporta la sospensione per ben due volte del consiglio comunale per consentire alla maggioranza consiliare di trovare, con doppi e tripli salti mortali, uno straccio di giustificazione ad una delibera nata male e finita peggio, peraltro su un argomento facile, facile se fosse stato trattato nel rispetto dei tempi e dei passaggi previsti dal regolamento del consiglio comunale e, soprattutto, nel rispetto delle prerogative e della dignità del consiglio stesso?

Non c’era nessuna urgenza, se non quella dettata dalla comunicazione di una società, senza timbro, indicazione e firma del legale rappresentante, protocollata in data 09.02.2021, che fissa, per lunedì 15.02.2021, l’appuntamento dal notaio per la cessione di aree al Comune.

Non c’era nessuna urgenza perché, come affermato dal responsabile del procedimento, l’agibilità provvisoria, che consente alla società di operare anche se non si è concluso l’iter amministrativo con l’acquisizione delle aree, scadrà – udite, udite – il 31 marzo 2021. Dov’era l’urgenza?

Dov’era l’urgenza se, per ammissione del tecnico e della maggioranza, gli Uffici non sono a conoscenza se le aree da acquisire siano idonee al servizio pubblico cui devono essere destinate e se abbiano i requisiti della sicurezza in modo da mettere il Comune, una volta divenutone proprietario, al riparo da eventuali danni che vi si dovessero verificare?

È normale che a Casarano i tempi e i modi del Consiglio Comunale siano dettati dal privato e non dalla legge e dai regolamenti?

Perché la stessa urgenza non viene riconosciuta alle interrogazioni che i consiglieri comunali, nell’esclusivo interesse dei cittadini e dando seguito alle sollecitazioni provenienti dagli stessi, protocollano al Comune?

Abbiamo spiegato a tutti quali erano i punti deboli dell’odierna seduta del consiglio comunale, abbiamo spiegato, avendo visto i luoghi, quali sono le criticità, abbiamo rilevato quali potranno essere le conseguenze per l’Ente e per l’intera collettività, abbiamo per questo invitato al ritiro dell’argomento all’ordine del giorno per consentire i necessari e doverosi approfondimenti, nell’interesse della collettività ed anche dell’amministrazione e della maggioranza che, al contrario dei consiglieri di minoranza, non è abituata a studiare e ad approfondire.

Ciononostante, preso atto che, di riffa o di raffa, il punto doveva, comunque, essere approvato, avendo la maggioranza votato contro la proposta di ritiro, ci siamo rifiutati di chinare la testa dinanzi a tali gravi e mortificanti prese in giro (per non voler definire diversamente la situazione) e abbiamo abbandonato l’aula prima della votazione del punto all’ordine del giorno.

Un consiglio comunale “INDEGNO” (parole del Presidente del Consiglio Comunale che sulla nostra proposta di rinvio, non ha votato contro ma si è astenuto), DETURPATO e MORTIFICATO nel suo ruolo, con l’assenso della maggioranza!

Una VERGOGNA istituzionale!

I CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE