Continuano i disagi negli uffici postali della provincia

La carenza di personale ricade anche sulla clientela

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continuano i disagi negli uffici postali della provincia
Foto: Jason Pier in DC

Come da contratto di lavoro il periodo estivo coincide con il riposo psico-fisico dei lavoratori; nello stesso tempo le aziende che devono erogare in continuità un servizio al cittadino ed ai clienti, adottano tutti gli strumenti che la legge consente per poter continuare a dare il servizio senza creare disagio, turbativa, lamentele.

Questo purtroppo dovrebbe valere per tutte le aziende, ma pare che non valga per Poste Italiane…almeno nella nostra provincia.

Dopo tante denunce fatte a Poste Italiane nei mesi scorsi, anche dando seguito alle innumerevoli sollecitazioni da parte dei colleghi applicati negli uffici postali di tutto il territorio, siamo costretti, ancora una volta, a denunciare la grave carenza di personale che ormai ha assunto dimensioni croniche ed insopportabili.

La nostra provincia è una provincia a forte vocazione turistica coincidente, nei mesi estivi, con il rientro sul territorio di tanti connazionali qui residenti, ma che lavorano in altre regioni o in altre nazioni.

Gli Uffici Postali con un organico ridotto all’osso, con presenze in servizio dal 50% al 25% creano un grande disagio alla clientela che è obbligata a sopportare ore di fila fuori dagli uffici con temperatore vicine ai 40°C.

La nostra attenzione è quindi concentrata sul necessario equilibrio fra la buona tenuta degli Uffici Postali, senza creare disagio ai cittadini; la necessità di non creare frizioni, incomprensioni, alterchi fra i nostri colleghi stressati ed i cittadini esasperati da un servizio postale rallentato dalla scarsa presenza di sportellisti.

Non sono poche le denunce che ci giungono dai direttori e dagli sportellisti, che spesso si vedono costretti a chiamare le forze dell’ordine per mantenere la calma di clienti infuriati, che se la prendono con i colleghi, rivolgendo loro ingiurie, parolacce, rimproveri, se non vere e proprie minacce personali.

In tale precaria situazione risultano oltretutto incomprensibili le continue richieste aziendali ai nostri colleghi di restare in ufficio in attesa del servizio di distribuzione valori che sta rendendo una pessima prestazione sul territorio salentino, nonché la richiesta di partecipazione a corsi di formazione on-line (dov’è il tempo e la serenità necessaria per poter comprendere ed assimilare i contenuti formativi?).

Tale situazione sta portando tutto personale al collasso, impossibilitato, durante l’orario di servizio e ad organico ridottissimo, a fornire un servizio accettabile e nello stesso tempo a portare a termine tutte le incombenze amministrative, gestionali e formative che vengono contestualmente richieste, senza se e senza ma.

Come OO.SS. provinciali, in rappresentanza di tutti i colleghi, siamo stanche di dover continuamente intervenire per denunciare le carenze aziendali.

Pensare di fare tutto e bene senza personale non è concepibile; la nostra è un’Azienda che eroga servizi al cittadino ed al cliente attraverso i propri sportelli; questa la nostra attività ed il cliente, l’utente, il cittadino, la nostra missione ed il centro della nostra attività quotidiana.

Per tutto ciò, continuiamo a chiedere un immediato intervento affinché si prenda atto della tragicità della situazione e si adotti un immediato rimedio.

Diventa ormai improcrastinabile una revisione dei numeri all’interno degli uffici. 

Tale azione è necessaria per ridare serenità al personale e migliorare il servizio offerto alla clientela.

I cittadini devono sapere che i colleghi di Poste Italiane danno quotidianamente il massimo per fornire un servizio accettabile e decoroso, hanno però anche il diritto di lavorare nelle giuste condizioni e nel rispetto del diritto contrattuale.

Come Sindacato faremo la nostra parte fino in fondo; così non si può andare avanti; auspichiamo che l’Azienda adotti tutte le iniziative necessarie per mettere i nostri colleghi nelle condizioni di servire i clienti tornando a sorridere, stringendosi la mano e magari sentirsi anche dire “Grazie!”.