Gianni Stefàno interviene sui 6,2 milioni di disavanzo: “Non si tratta di debiti”

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Gianni Stefàno
Gianni Stefàno

Noto che sui social diversi “esperti” di contabilità pubblica cercano di travisare la realtà inducendo in errore gli ignari lettori. Far passare il disavanzo di amministrazione del rendiconto 2019 come indebitamento del comune evidenzia grossolana ignoranza della materia. Per un ente territoriale, l’avanzo o il disavanzo di amministrazione è costituito dalla differenza tra le entrate e le spese, in accordo con quanto rilevato dalla gestione di competenza, a cui va sommata la gestione dei residui attivi e passivi. Un ente può trovarsi in uno stato di disavanzo finanziario e tuttavia avere ampia capacità di indebitamento a medio-lungo termine, come nel caso del comune di Casarano dopo il risanamento del bilancio. La legge di bilancio 2019 ha introdotto notevoli modifiche in materia di obiettivi di finanza pubblica per gli enti territoriali. Questi sono ora definiti come il rispetto del bilanciamento contabile tra tutte le entrate e tutte le uscite di competenza, a differenza di quanto previsto dalla precedente normativa (L. 243/2012) dove si faceva riferimento ad un saldo contabile calcolato escludendo alcune poste di bilancio, sia dal lato delle entrate sia dal lato delle uscite. La conseguenza principale di questa ridefinizione degli obiettivi di finanza pubblica è la possibilità per gli enti territoriali di computare, nel rispetto dei principi contabili vigenti (d.lgs. n. 118/2011) nel saldo (pareggio) anche l’avanzo di amministrazione derivante dall’esercizio precedente.
Per quanto concerne il risultato del 2019 così come attestato nella relazione, questo è stato influenzato fondamentalmente da due eventi quali:
– Il calcolo del Fondo crediti di dubbia esigibilità gravato quest’anno da una modifica normativa che impone agli enti di calcolare tale fondo con il metodo analitico, elemento questo che determina un maggiore accantonamento a rendiconto e, quindi, una maggiore penalizzazione in termini di risultato.
– La cassa anticipata dall’ente per il pagamento di partite debitorie di competenza della Commissione straordinaria di liquidazione nominata per il dissesto.
Quindi, per concludere, come si può comprendere, non si tratta assolutamente di debiti bensì di un saldo differenziale tra debiti e crediti che finanziano il ciclo della spesa di un ente e che, in caso di squilibrio esprime un importo per ripristinare l’equilibrio pluriennale tra entrate e spese ma non rappresenta in nessun caso un indebitamento.