I frutti delle stagioni

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i frutti delle stagioni
Foto: Alessandra Nuzzo

Qualche giorno fa ho raccolto delle pesche da un albero in campagna. Queste pesche non erano belle, non erano lisce e vellutate. Erano ammaccate, beccate dagli uccelli, ma erano così come la natura le aveva create; avevano un gusto che è impossibile da descrivere e, soprattutto, una storia che per me è una magia.

Una domenica di fine settembre di molti anni fa, sulla strada di ritorno dalla messa mattutina, mio nonno vede qualche nocciolo di pesca che qualcuno aveva buttato per terra poco prima. 

Il suo primo pensiero è stato questo: “Se qualcuno le ha mangiate oggi e ne ha buttato i noccioli, significa che questa varietà produce i frutti in questo periodo. Li prendo e li pianto!”. 

Questo ragionamento oggi sembra assurdo, in un epoca in cui se voglio mangio anguria e fragole in pieno inverno e mandarini e arance ad agosto al mare. Ma prima… prima si mangiavano i frutti della stagione e per mio nonno è stato importante pensare ad un albero che producesse le pesche quando ormai l’autunno cominciava a fare capolino.

Io quel giorno ho raccolto e mangiato quelle pesche, ma mio nonno molti anni prima ha raccolto quel nocciolo e lo ha piantato. E non è bellissimo?