Il gruppo Casesaranum in cammino a Otranto

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il gruppo caesaranum in cammino a otranto

Il gruppo Caesaranum in cammino porta a compimento con grande successo la camminata da Casarano ad Otranto, partendo in 11 alle 24.02 del 29 u.s. ed arrivando tutti insieme alle 9.22 del 30. Da subito il gruppo si è mostrato determinato ed affiatato, pur essendoci persone alla loro prima impegnativa esperienza. Non sono mancati momenti di grande ilarità come pure di profonda riflessione, merito del giusto approccio di ognuno e della bellezza dei paesaggi salentini anche durante la notte con le vie illuminate dalla luce della luna e di un cielo stellato come nelle notti più poetiche. Seguendo per lo più strade secondarie i viandanti hanno attraversato paesi come Scorrano e Muro Leccese, passando anche per location note come Le Stanzie e il giardino botanico della Cutura. All’arrivo ad Otranto i partecipanti si sono goduti un meritato relax in spiaggia, bagno rinfrescante, giro tra le vie di Otranto e alle 13.00 pranzato presso l’Osteria degli amici a Giurdignano.

Gli organizzatori dell’evento ringraziano tutti i partecipanti: Alfredo, Dante, Debora, Gilda, Lamberto, Marco, Paolo, Giuseppina, Cosimo, Sergio, Cristiano e naturalmente Andrea e Marcello che li hanno riportati alla base.

Abbiamo chiesto ad uno di loro di raccontare la propria esperienza, Gilda ci racconta così le sue emozioni:

un’esperienza che coinvolge corpo e mente, l’uno si sfianca e man mano sembra pesare sempre di più mentre l’altra si svuota e si libera, stanchezza e leggerezza si compensano regalando alla fine un generale stato di benessere.

Ognuno può trovare ciò che consapevolmente cerca o capire ciò di cui non era consapevole di aver bisogno, la solitudine dei propri pensieri o la condivisione degli stessi con vecchi o nuovi amici, il silenzio o un allegro chiacchiericcio, il contatto con la natura, il contatto umano in una notte in cui l’altro, seppur sconosciuto, può diventare confidente o regalarci una risata.

E’ una esperienza di apertura, verso il prossimo, verso il paesaggio e verso noi stessi, un momento in cui lasciar tutto fuori disposti ad accogliere ciò che può riservarci, nel bene e nel male. Apparentemente sono state 11 le persone ad incamminarsi quel 30 agosto ma per chi sa contare bene eravamo molti di più, con noi c’era la notte che nasconde e rivela al tempo stesso, la luna a vegliarci come una mamma amorevole e milioni di stelle che rendevano a tratti superflua e fastidiosa ogni altra fonte artificiale di luce che interrompeva la magia.

Eravamo fusi con il territorio, complici in una piccola avventura, stanchi ma vitali, affamati nel corpo ma sazi di cibo per l’anima, per qualche ora disconnessi e distaccati dai problemi, dalle preoccupazioni, dalla routine quotidiana. Siamo cittadini salentini con la fortuna che ogni cittadino salentino, speriamo, è consapevole di avere, la natura infatti ci circonda, è scontato per noi che sia così, fa parte della nostra cultura ma il silenzio e la notte hanno poteri speciali e le prime luci dell’alba hanno un potere che è unico, il potere di toglierti la parola.

La nostra terra si svegliava davanti a noi e la stanchezza, che indubbiamente si faceva sentire, non ha vinto, non si guardava indietro ma si era proiettati verso la meta, uniti, aspettando un nuovo raggio, un nuovo scorcio, un nuovo albero, una nuova casa un po’ fatata impacchettata dall’edera. Ora un nuovo membro si era unito al nostro piccolo piccolo viaggio, sua maestà il sole, mentre la luna e le stelle si concedevano il meritato riposo, una sorta di staffetta tra mamma e papà per non lasciarci mai soli. E’ bello ritrovare ogni tanto quello stupore un po’ infantile che spesso perdiamo tra i mille impegni della vita, e così eravamo, stupiti davanti a una bellezza tanto semplice quanto evocativa e potente.

Abbiamo diviso e condiviso, abbiamo imparato, anche a superare quelli che pensavamo essere i nostri limiti, abbiamo lasciato andare ma anche guadagnato, abbiamo scelto di dedicarci un momento, di creare ricordi, perché ne abbiamo anche diritto, ne avete diritto, di evadere ogni tanto, di dimenticare, perché per quelle ore esistete solo voi, il vostro traguardo, la cornice che lo inquadra e i vostri compagni.

E con poche parole facciamo un semplice invito perchè questa piccola avventura si ripeterà presto e se anche voi siete semplicemente curiosi o avete desiderio di dedicarvi un po’ di tempo sarete i benvenuti, il rischio è solo quello di portarsi a casa qualche risata, un po’ di stanchezza, dei bei ricordi e scommettiamo anche la voglia di camminare ancora e ancora per nuovi traguardi e nuovi ricordi. Come si dice? L’appetito vien mangiando e noi pensiamo che questo valga anche per le emozioni…