Il mondo orizzontale

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il mondo orizzontale
Foto: Valentina Cappilli

C’è chi è «a tutto tondo», pur essendo secco secco, si interessa di tante cose, guarda con gli occhi sempre un po’ strizzati, sforzandosi di mettere a fuoco al meglio, escogitando nuovi punti di vista, in barba ad una postura un po’ vincolante.

Questo tipo di biodiverso ha sempre quell’espressione di chi cerca nella borsa senza scomparti, piena e sorprendente: pare inebetito ma sta solo cercando la risposta illuminante, frutto della miriade di vite che ha esperito. Poi la trova: non è un rossetto per colorarsi le labbra, neanche un fazzoletto per fingersi commosso… è proprio lei, la sua perspicacia.

Roberto è così, guarda il mondo da posizioni alternative, prevalentemente sul fianco e la sua filosofia è quella del giusto mezzo. Che poi… filosofia… al solo pensiero di parlar di filosofia sbufferebbe come fa quando si toglie le mosche dal naso, un soffio dalla precisione chirurgica, le mie mani non saprebbero fare altrettanto, le sue?

È una lunga storia ma non è questo il punto.

È talmente saggio, nella sua giusta misura, che quasi appare possente, con i suoi 25 kg di peso piuma. Si, perché quelle affermazioni così puntuali che concede hanno una massa, non importa quale; certo non si ascoltano con leggerezza e ancora più certo non si serbano con incuria.

Quando il «Budda magro» si esprime, tremate!

È un pensiero da tenere in conto. Questa media virtuosa è geometrica: effettivamente, Roberto guarda all’incirca verso il baricentro di un uomo adulto dalla normale corporatura.

Se dovessi definirlo storicamente sarebbe un despota illuminato con una notevole inclinazione per l’economia, al punto da insegnarmi la partita doppia quando io avevo 27 anni, lui 10 meno… non è mica irrilevante… lui era il matematico, io l’insegnante di sostegno o per lo meno ci provavo.

La sua vita è una trigonometria improvvisata con un angolo giro di ironia: a 18 mesi la medicina stima che possa arrivare a 3 anni e, a 4 anni, l’ufficio scolastico provinciale fa spallucce e consiglia alla famiglia di educarlo in casa… poi invece si laurea in Economia aziendale, alla giusta età… e chi lo ferma più!

Lui è il direttore dei lavori agricoli e dell’allevamento sulla sua collina. La prima volta che montai sú ero nell’imbarazzo della scelta, essere più stupita della biodiversità presente in quell’oro o della salita inerpicata che avrei percorso tutti i giorni per andarlo a trovare?

Nessuna delle due opzioni, lo stupore era nell’osservare l’agilità con la quale si districava tra l’esser doposcuolista del fratello, critico sportivo, zio ineccepibile, confidente, consulente aziendale e molto altro ancora ad appena 17 anni.

Finalmente, caro Aristotele, mi era chiaro Chi fosse il motore immobile. Avete presente la notte degli Oscar del 1999, quella voce calda della Loren che sventola il foglietto del vincitore, regista de La vita è bella? And the Winner is…

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Chiara Mighali
Appassionata di lingua dei segni, danze popolari, storie di Resistenza, innumerevoli e incoerenti teorie e pratiche, vive a Seclì con un atipico approccio ai luoghi, «nessuno mi appartiene ma tanto ovunque è casa». Da 34 anni frequenta la scuola, il mondo nel mondo, giocando clandestinamente d'anticipo all'inizio; perdendosi nella Filosofia ad un certo punto; facendo della precarietà la sua bandiera prima, del Sostegno la sua mission poi. Oggi, insegnante-assistente alla comunicazione ancora alla ricerca del filo rosso della propria esistenza esperienziale. Pensiero emergente? Lo «svantaggio» è solo un punto di vista, invertendo il senso di marcia la coda passa in testa.