Il sepolcreto di contrada Cisternella

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Il sepolcreto di contrada Cisternella
Foto: Francesco Memmi

Sono 24 gli anni passati dalla scoperta dell’area archeologica in contrada Cisternella, situata alla fine di Via Solferino, a ridosso dei binari della ferrovia lungo la provinciale 321 che porta a Taviano.

Scoperta per caso nel 1996, grazie all’impegno di diversi volontari che si occuparono della pulizia dell’area, venne riportato alla luce un complesso di circa 30 tombe in buono stato di conservazione.

Dal 1996, nessun interesse da parte del Comune di Casarano per valorizzare e proteggere una zona così affascinante e misteriosa: le uniche azioni realizzate sono la piantumazione di alcuni alberi di cipresso tra le sepolture.

Nella città non si trova nessun segnale turistico su come raggiungere questo luogo, se non un cartellone in loco per segnalarne la presenza. L’accesso  è privo di ingressi ai visitatori, se non attraverso una pericolosa discesa oltre il guardrail.

La zona in questo periodo è  stata interessata dai lavori di costruzione della nuova rotatoria tra le vie Solferino, Poerio, Mercantini e Ceccotti alle quali si aggiungerà il nuovo collegamento con via cisternella, per raggiungere la stazione ferroviaria.

La zona archeologica è attualmente oggetto di studio

Ricerche approfondite in corso di pubblicazione da parte del team di archeologi e antropologi laureati presso l’Università del Salento Alessio Stefano, originario di Casarano e Stefano Calò di Tuglie.

Il termine necropoli, di origine pagana, utilizzato nel cartello informativo non è il termine appropriato per definire questa zona: dall’avvento del cristianesimo per definire le zone di tumulazione si parla di cimitero o sepolcreto. Questa zona è stata utilizzata per un lungo periodo, probabilmente per tutto il medioevo.

Successivamente in età moderna è stata trasformata in cava per cui non vengono conservate le coperture delle tombe, di cui una buona parte è stata sbancata dai lavori di cavatura. Altre tombe potrebbero essere state distrutte dall’attività antropica circostante.

Dal 1996, quest’area di notevole interesse storico continua silenziosamente la sua vita nell’oblio, completamente sepolta dalla vegetazione spontanea e terreno alluvionale che sicuramente ne riduce l’estensione, limitando ulteriormente l’affiorare dei reperti dal terreno.

Casarano potrebbe sicuramente prendere spunto da altri comuni della provincia, come Cavallino che insieme all’Università del Salento ha realizzato nel 2003, utilizzando fondi europei, il Museo Diffuso di Cavallino, che promuove e  tutela un importante insediamento messapico attraverso una serie di percorsi all’interno della zona archeologica.

All’ingresso dell’area è stata realizzata una piattaforma metallica, sulla quale è possibile salire. Sulla sommità è possibile osservare con un solo sguardo l’intera estensione del sito archeologico, un vero e proprio balcone sulla storia. L’area è inoltre dotata di percorsi di visita pedonali e ciclabili, arredati per rendere confortevole il tour ai visitatori: sono infatti presenti panchine, cestini porta rifiuti, pannelli informativi e isole segnaletiche.

Se si risvegliasse l’interesse dell’amministrazione comunale, questa potrebbe essere una delle zone candidabili ad area verde nella nostra città; un parco archeologico che potrebbe diventare una meravigliosa attrattiva turistica, metri quadri utili ai cittadini per trascorrere le loro giornate all’aperto, in un periodo dove la limitazione dei contatti sociali come conseguenza della pandemia COVID-19 può aumentare il rischio di danni fisici ed emotivi e che questa situazione, anche se temporanea venga intesa come un atto di compressione sociale.

Un nuovo spazio verde può essere una grande opportunità per garantire adeguati gradi di libertà rispettando i limiti prestabiliti.

E’ stata realizzata dal sottoscritto, per tutte quelle persone che non conoscono l’area di cui si parla, una ricostruzione digitale della zona archeologica per dimostrarne l’importanza. Su queste basi magari potrebbe  nascere un progetto che coinvolga associazioni, cittadini e amministrazione nella salvaguardia della zona e futura progettazione.

Ricostruzione sepolcreto contrada Cisternella
Foto: Francesco Memmi