“La Civitas 4.0 innanzitutto dimensione umana”. Il PD replica al prof. Romano

"Non esiste distinzione tra politica e società civile poiché i politici sono essi stessi parte integrante della società civile"

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gabriele caputo

Leggiamo con attenzione gli spunti di riflessione del Prof. Mauro Romano sulle prospettive di rilancio del Polo industriale casaranesi soprattutto nella parte in cui invoca la necessità di una “vision” strategica e l’apporto fondamentale dei tecnici e delle competenze; circostanza questa che condividiamo pienamente.
Da anni il Partito Democratico denuncia l’inconsistenza programmatica della giunta Stefano e la totale perdita della capacità di traino nelle politiche di “area vasta”, oltre che nell’approccio con il resto dell’universo dei temi e problemi che ruotano attorno alla vita di una comunità. Non bisogna infatti dimenticare che la “civitas 4.0” è anche e soprattutto dimensione umana, è anche bisogno di socialità, è anche sensibilità ambientale, è anche crescita culturale, è anche salute pubblica; pertanto, il campo di azione in cui si muove una classe dirigente capace, la Politica con la P maiuscola, non è solo quello dello sviluppo produttivo (che di sicuro rappresenta uno degli aspetti imprescindibili) ma anche e soprattutto quello della dimensione umana che deve necessariamente rappresentare il fine ultimo cui tutto deve tendere. All’interno di questa cornice, è però amaro constatare che il Prof. Romano cada nell’errore di considerare la società civile come un pezzo a sé stante. L’esaltazione di una società civile distinta dalla politica è un escamotage tattico utilizzato negli anni per depotenziare la politica, abbatterla, lasciandola come una zattera in preda alle tempeste di un mondo che cambiava per esclusivo impulso di classi dirigenti spesso di dubbia provenienza e capacità.Delegittimata la politica (distinguendola ad arte dalla società civile e suggerendo quindi che sia incivile) e usata come un cavallo di troia la “società civile”, questi pezzi di classe dirigente hanno ridisegnato senza controllo democratico i nuovi assetti istituzionali in cui il “peggio” si è spesso sostituito al “male”.
Per ritornare alle prospettive di riscatto della nostra città affidate alla prossima rappresentanza amministrativa, occorre sottolineare come molto dipenderà da coloro che i cittadini liberamente intenderanno eleggere, dal loro bagaglio di preparazione e dalla loro onestà intellettuale utilizzata esclusivamente per il bene della città.
NON ESISTE distinzione tra politica e società civile poiché i politici sono essi stessi parte integrante della società civile, provenendo innanzi tutto da lì: si nasce sociali, e per spirito di civiltà, ossia di costruzione della civitas si scende nell’agone politico. Così han fatto gran parte dei rappresentanti dei partiti ed associazioni politiche che quotidianamente, e non solo nel momento delle elezioni, si spendono per il Bene Comune.
Ricercare la soluzione nella presunta dicotomia tra Politica e Società Civile è sbagliato quanto anacronistico; davvero non è all’altezza di reggere il confronto nè con la rivoluzione industriale 4.0, nè capace di incidere nell’obbiettivo di disegnare un’alternativa valida. Non è questo il tema. Aldo Moro, forse il più grande di sempre nella prestigiosa Università di Bari, probabilmente condividerebbe le nostre riflessioni, per essere stato mirabilmente il rappresentante della più piena delle società civili, in quanto professore a tempo pieno, maestro di democrazia anche con gli allievi e politico di rara grandezza. In vista delle prossime elezioni amministrative, il Partito Democratico ha lavorato molto, sia nella fase di ascolto della città sia nella elaborazione, insieme alle altre forze della coalizione, di una strategia che possa dare risposta compiuta alle attese della città stessa, affrontando a 360° tutti i temi del vivere cittadino.