La cultura, amica immaginaria… ma non troppo

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la cultura amica immaginaria ma non troppo
Foto: Marisa Sias

La parola cultura viene usata molto spesso e in svariati contesti e, alcune volte, anche in modo improprio.

Generalmente rappresenta l’insieme delle competenze acquisite attraverso lo studio, soprattutto quello universitario o intesa anche come «L’insieme delle conoscenze relative ad una particolare disciplina».

C’è la cultura musicale, filosofica, letterarie, artistica, culinaria e altre.

Ma c’è anche una cultura che vive con noi la nostra quotidianità. Ascoltare musica, leggere un libro, vedere un bel film, andare a teatro.

Lei è sempre lì, con noi, silenziosa, pronta ad intervenire a richiesta, a soddisfarci senza nulla pretendere in cambio.
La Cultura è “un’amica immaginaria” in cui ci rifugiamo in ogni occasione. Mette a disposizione le sue mille personalità e ci tiene compagnia.

Quando abbiamo bisogno di stare soli, per esempio, ci isoliamo con un libro. Se qualcosa è andato storto o, al contrario, abbiamo ottenuto un successo, cerchiamo conforto o sfoghiamo la nostra gioia ascoltando musica.

E nel momento più difficile, che ci ha visti isolati, chiusi in casa a causa del nemico invisibile, la Cultura, non ci ha abbandonati seppur, forse, è stata quella che più ne ha risentito e più ne ha sofferto.

Nella cultura, forse anche inconsapevolmente, abbiamo trovato conforto e speranza.

Con la nostra “amica immaginaria” ci siamo sentiti meno soli. Abbiamo imparato a cucinare tanti nuovi piatti prima impensabili; Ci siamo dati alla lettura, ascoltato tanta musica, disegnato, visti innumerevoli film, visitato musei e città grazie ai potenti mezzi che la tecnologia oggi ci offre e abbiamo anche fatto i compiti improvvisandoci maestri.

I balconi e le terrazze sono diventati palcoscenici per suonare e cantare a squarciagola. I social si sono popolati di artisti e operatori del settore che hanno fatto di tutto per allietarci in quei momenti; c’è stato chi ha recitato poesie, chi ha letto favole, si sono creati ensemble virtuali e solo per non farci sentire pesante, asfissiante il peso delle ore che non passavano.

Ricordiamocene allora, La Cultura vive le nostre vite, noi ne abbiamo bisogno e lei, per vivere, ha bisogno di noi.