Le preoccupazioni di un cittadino

Francesco Barone ci invia questa lettera con la preghiera di pubblicarla integralmente e così facciamo.

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Gent. Direttore,

la condizione di emergenza che si è venuta a determinare  qui a Casarano, a causa di una crescita esponenziale della pandemia da covid, suscita in molti cittadini tensione, paura e risentimento. Il grafico esposto qui di seguito dà un’idea immediata dell’attuale tendenza  dei contagi nel nostro comune.

Lo stato d’animo che si può provare in questi frangenti è dovuto in parte alla condizione personale di ciascuno di noi, ma anche alla constatazione oggettiva di scelte e comportamenti che sono palesemente insufficienti, inadeguati, imprudenti. Lasciando da parte la prima , non perché sia meno importante, ma per fugare sospetti di richiami emozionali che possano distoglierci dalla ricerca di soluzioni immediate ed efficaci, intendo porre l’attenzione su quelle che personalmente considero delle mancanze gravi:

1°) nel mese di novembre scorso si è sviluppato nel vicino comune di Taurisano un focolaio di contagi di grosse proporzioni  (oltre 200 casi ) , non mi risulta che le autorità preposte  siano intervenute per limitare il transito di persone con quel comune; 

2°) i controlli e le misure di distanziamento in luoghi di particolare affollamento (uffici, mercati, centri commerciali, negozi), sia da parte delle autorità pubbliche che da parte dei gestori privati si sono notevolmente allentati rispetto alla prima fase (marzo-giugno) della pandemia;

3°) la pressoché totale latitanza della ASL  e delle autorità civili competenti nell’assistenza, cura e controllo dei soggetti colpiti ed in quarantena, intere famiglie contagiate  hanno dovuto “cavarsela” con i propri mezzi;

4°) il livello dei contagi in diversi comuni limitrofi (Melissano, Matino, Parabita) si è notevolmente aggravato.

Su tutto emerge una carenza di informazione e di sensibilizzazione della cittadinanza da parte delle autorità responsabili, ma soprattutto la mancanza di controlli sia ordinari su tutta la popolazione sia speciali sui soggetti che violano gli “obblighi di quarantena”.

Il mio appello forte e chiaro a coloro che sono deputati a decidere è quello di estendere e rafforzare i controlli e gli obblighi di prevenzione, il che consente:

  1. di tutelare la salute di tutti e particolarmente  di coloro che sono maggiormente esposti alle conseguenze di un contagio;
  2. di rendere più sicura e quindi più libera la vita per tutti nei limiti della ragionevole prudenza di ciascuno;
  3. di consentire perciò anche a molti esercizi ed attività (commerciali e non) di svolgere il loro lavoro nell’osservanza di quanto è prescritto.

Benché mi consideri un privilegiato (per certi aspetti)  in questa particolare contingenza, non ho nessuna intenzione di farmi “impallinare” dal Covid né di segregarmi in una clausura forzata , così come non ritengo giusto che molti altri siano costretti per necessità a rischiare la loro salute a causa dell’imprudenza e della grettezza di una minoranza (?) di cittadini sconsiderati ,  dell’inerzia o latitanza di chi è chiamato per legge ad intervenire.  

La mancata vigilanza e rigore dell’autorità pubblica nell’applicazione delle norme sanitarie provoca nel cittadino un senso di insicurezza che lo induce a percepire il suo prossimo come una potenziale minaccia, con notevole inasprimento dei rapporti interpersonali. Quello che era stato definito “distanziamento sociale”, ma che in realtà doveva essere un distanziamento solo fisico, adesso lo è divenuto davvero.

Francesco Barone