L’esercito dei killer del verde

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Foto: cnadia

Dietro la tragedia accaduta a  Marina di Massa, dove due bambine di 3 e 14 anni sono rimaste schiacciate da un pioppo crollato sulla loro tenda in una zona del campeggio “Verde mare”, trova spazio una serie di riflessioni opportune.
Ultimamente il tema della “natura assassina” è molto gettonato: quando qualcuno muore in circostanze così tragiche, tanto da far pensare ad una natura crudele nei confronti dell’uomo, spesso ci si dimentica della responsabilità dell’uomo nei confronti della natura, in questo caso responsabilità riguardanti le cause scatenanti del crollo delle alberature.
Qui nella foto si può vedere con chiarezza quello che resta di un pioppo, un pioppo con metà chioma secca, massacrato dalla capitozzatura, per definizione una tecnica di potatura eseguita fino all’internodo, che rimuove drasticamente le branche primarie fino in prossimità del tronco. Questa operazione è molto spesso la causa principale delle cattive condizioni in cui si trovano alberature ornamentali presenti in contesti urbani. Questa tecnica dovrebbe essere impiegata esclusivamente in casi straordinari, quindi non su alberi sani. La drastica riduzione della parte epigea (chioma) ottenuta con questa pratica, rende incredibilmente più sensibile la pianta a diverse fitopatologie fungine, causa scottature ai tessuti inferiori alla corteccia a causa della eccessiva esposizione alla radiazione solare, ma soprattutto mina la stabilità dell’albero a causa dell’alterazione dello strettissimo rapporto  chioma-radici, che dovrebbe essere mantenuto con le corrette operazioni di potatura. All’asportazione di una quantità così importante di organi e e tessuti segue una moria generale dell’apparato radicale, orfano di una chioma da alimentare.
Al di là del caso specifico, sul quale non abbiamo elementi sufficienti per pronunciarci, quanto accaduto ci fornisce l’occasione per riflettere su un tema molto importante. Spesso la manutenzione del verde pubblico viene assegnata con l’unico criterio del massimo ribasso ad aziende che non hanno sufficienti competenze e che creano danni irreversibili al patrimonio urbano. Quello che dovrebbe essere cura e manutenzione del verde, per far vivere ai cittadini un ambiente urbano sano e di qualità diventa una frettolosa faccenda da sbrigare, senza progettazione e programmazione alcuna degli interventi. Eccolo qui l’esercito dei killer.