Lettera aperta sui trasporti da Confindustria Lecce

Il Presidente di Confindustria Giancarlo Negro, si sfoga con un appello.

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lettera aperta sui trasporti

Confindustria Lecce registra ormai per il nostro territorio un progressivo isolamento economico e sociale a causa della carenza di trasporti. Il Salento, già fragile, messo a dura prova dalle conseguenze ancora stringenti della pandemia, è e resta la “Cenerentola” d’Italia per il sistema della logistica e dei trasporti. 

In occasione della nostra Assemblea pubblica, il 28 giugno del 2019, presentando il Piano di sviluppo per l’economia del Salento, denunciammo i limiti dei trasporti locali e dei collegamenti con il resto del Paese e del mondo. Chiedemmo al Governo a tutti i livelli e alla rappresentanza istituzionale l’incremento del numero dei voli sull’aeroporto di Brindisi, a costi competitivi, al pari di altri territori italiani, unitamente a una serie di proposte per rendere efficiente e attrattivo il Salento. A dicembre, di concerto con l’Università, la Camera di Commercio, le parti sociali e le altre Associazioni di categoria, presentammo il Piano esecutivo che indicava tempi, modalità, servizi e opere necessari a ridare la giusta centralità al Salento. 

Il resto, purtroppo, è cronaca: il covid-19 ha bloccato tutto, ma, soprattutto, ha riportato il Salento nell’isolamento, in condizioni penalizzanti per chi vuole fare impresa e fuori mercato. 

La situazione che stiamo vivendo è paradossale, assurda e inimmaginabile. Si va a sommare ai ritardi che la provincia di Lecce doveva e deve assolutamente colmare. 

Dopo il covid-19, infatti, restano pochissimi collegamenti aerei – taluni ancora in via di istituzione, con tutte le incertezze del caso – a costi, a tratta, davvero esorbitanti. Di quelle curate dalla compagnia di bandiera per la capitale ne resta una sola, dal 1° luglio, e in un orario praticamente inutile. Nel Salento, poi, manca l’alta velocità su ferro; non si parla di partenza dei lavori della S.S. 275, né di rilancio dei porti turistici. L’attivazione dello scalo di Surbo per la movimentazione e il trasporto di merci e prodotti è ancora utopia. Le Istituzioni locali cercano, per come possono, di rispondere, con propri mezzi e sistemi di collegamento interni stagionali, alle esigenze dei primi timidi turisti in arrivo. 

In questo momento parlare di turismo prescindendo dall’isolamento in cui versiamo appare un paradosso. Abbiamo il dovere di ridare dignità al nostro territorio. Dal Salento non si passa, ma si arriva. E, soprattutto, occorre offrire la possibilità a chi vuole visitarlo di avere a disposizione mezzi comodi e adeguati ai tempi moderni. 

In questa situazione sarà davvero difficile ripartire per il nostro territorio. Nei mesi estivi cruciali per la stagione turistica, proprio quando il settore dovrebbe esprimere il massimo delle proprie possibilità e recuperare quanto perso a causa del lockdown, mancheranno i mezzi per raggiungere il Salento, mentre i fattori della competitività resteranno gli stessi: tempo, costi, sistemi di trasporto. 

In questa fase la provincia di Lecce parte in assoluto svantaggio, se non proprio sconfitta in partenza. I turisti, con sempre minori budget da destinare alle vacanze, con tempi ristretti a disposizione, sceglieranno mete facilmente raggiungibili con costi di trasporto contenuti. I nostri voli non solo sono pochissimi, meno addirittura della fase pre-covid, ma costano troppo. 

Non è il momento di indugi o tentennamenti. Non è possibile ancora aspettare. Occorre fare. E’ necessario dare il via immediatamente ad una programmazione attenta, che inserisca un’offerta di voli ben superiore alla 
fase pre-covid verso le principali mete economiche italiane ed internazionali, con tratte fissate a lungo termine, che agevolino il trasferimento per motivi turistici e di lavoro nonché la ripresa dei contatti commerciali per le imprese che stanno provando in tutti i modi a ripartire. E’ prioritario avviare i lavori per l’alta velocità e per il miglioramento della viabilità interna. Il Salento necessita di collegamenti tra le principali mete turistiche e l’aeroporto e il porto di Brindisi e la stazione di Lecce. 

Non ci stiamo a vedere continuamente sabotati il Salento e le sue imprese. Gli imprenditori stanno facendo, con coraggio e abnegazione, la propria parte perché credono nelle possibilità e nel futuro di questa terra. Ma di un domani certo è possibile parlare a patto di rimettersi insieme a lavorare, facendo quadrato intorno alle urgenze del nostro territorio. Insieme possiamo spingere le compagnie aeree a incrementare i voli e le tratte anche rispetto alle condizioni precedenti. E’ la priorità dell’oggi per salvare la stagione. 

Le critiche e gli appelli sono un grido di allarme: la preoccupazione è tanta. Chiediamo maggiori opportunità e strumenti per rispondere ai bisogni delle imprese che vogliono recuperare quanto perso irrimediabilmente e ridare speranza al futuro e all’occupazione. 

Non vorremmo ritrovarci in autunno a tirare le somme di un Salento desertificato. Non vorremmo assolutamente che la crisi economica innescata su un terreno già debole si traduca in un colpo di grazia per il nostro territorio e in una vera e propria bomba sociale. Muovendo le giuste leve, invece, questi mesi potranno essere la nostra base di rilancio.