L’inclusione ai tempi del Covid

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l'inclusione ai tempi del covid
Foto: Valentina Cappilli

A cosa sono serviti 44 anni di decreti legge sull’integrazione e l’inclusione, di lotte delle associazioni, di convegni, percorsi formativi per docenti se, ad oggi, una pandemia ha fatto emergere ciò che, purtroppo, ancora vige nelle nostre scuole? 

Scuole chiuse, scuole aperte, 50% in presenza, poi al 70%, scuole chiuse nuovamente, poi riaperte a bambini disabili e con bisogni educativi speciali, prima da soli, poi con gruppi di compagni, a rotazione, per ordine alfabetico, per scelta dei genitori. 

Ma non voglio entrare in merito alla scelta governativa di dare la possibilità ai disabili di frequentare in presenza. In situazione di emergenza sanitaria potrei anche prendere il lato positivo di ciò: progressi in termini di apprendimento sono ufficialmente e palesemente tangibili in bambini con serie difficoltà, per non parlare delle situazioni in cui la presenza ostacola la dispersione scolastica di quei ragazzini in situazione di disagio sociale o economico.

Ma il punto è un altro. 

Questa situazione ha fatto emergere la grossa falla che c’è nel sistema scolastico italiano. 

Parlare di inclusione in una normale giornata di scuola, con tutti i bambini in presenza, magari in ore di laboratorio, di attività cooperativa, con la presenza di docente curricolare e di sostegno, potrebbe essere semplice. 

Proviamo a parlare di inclusione quando il bambino è solo in aula, quando l’insegnante di sostegno è in giornata libera, quando la docente curricolare si collega in dad con la restante parte della classe.

Proviamo a parlare di inclusione quando un docente dice: ‘Non so cosa fare con lui, la sua insegnante non c’è.’

La sua insegnante. Già, perché, ancora oggi il bambino disabile è affare del solo docente di sostegno. E la docente di sostegno si occupa solo di quel bambino.

In questo articolo non voglio accusare niente e nessuno, ma è un libero sfogo. 

Sfogo dopo anni e anni di modi di dire, modi di pensare, di credere, che collimano bruscamente con la normativa e con quanto grandi studiosi, pedagogisti ed educatori scrivono a riguardo. 

Sono poche e rare le realtà in cui si vive compiutamente l’inclusione.

Inclusione che sia anche tra docente, curricolare e di sostegno, e discente e tra docente e docente, oltre che tra i discente e discente. Quell’auspicata inclusione in cui si programma un’attività che sia essenziale per qualcuno ma utile per tutti, come sostiene Dario Ianes. 

Quell’inclusione in cui la differenza è una risorsa e mai un peso per l’intera classe o per il team.

Sarebbe auspicabile la presenza di un insegnante di sostegno per classe, anche dove la disabilità non c’è. 

Sarebbe opportuno un’intervento formativo pratico per tutti i docenti curricolari, oltre che alla somministrazione di test psico-attitudinali.

Ci si potrebbe organizzare per lavorare in sinergia attuando una cattedra mista. Affidare al docente di sostegno l’insegnamento di una disciplina (nella scuola primaria) o di un argomento della materia (nella scuola secondaria), mentre la docente curricolare si approccia a lavorare con il bambino diversamente abile. Un modus operandi che agevolerebbe l’attuazione dell’inclusione modificando la visione che la classe ha del docente di sostegno, la visione che il bambino con difficoltà ha del docente curricolare e l’opportunità di una collaborazione reale tra docenti che presuppone una programmazione condivisa in modo concreto.

Sarebbe, altresì, auspicabile una massiccia diffusione di buone pratiche educative all’interno e non delle istituzioni scolastiche che abbatta stereotipi e pregiudizi e che semini cultura inclusiva. 

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Valentina è docente di scuola primaria, specializzata sulle metodologie didattiche della disabilità. Fervente sostenitrice dell’inclusione di qualità, il suo mestiere è ispirato a una frase di Pennac che racconta: «ogni studente suona il suo strumento. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe è un’orchestra che prova la stessa sinfonia».