Marrella: “Swap? Il Comune potrebbe recuperare un bel po’ di soldi”

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Giampiero Marrella
Giampiero Marrella

Si aggirerebbero intorno alle diverse centinaia di migliaia di euro quelli il ristoro che, secondo Giampiero Marrella, il Comune potrebbe ottenere dalla banca in relazione agli Swap.
La vicenda risale al 2005, quando il Comune decise di ristrutturare sessanta mutui accesi nel corso degli anni per un totale di circa 10,2 milioni di euro. L’obiettivo era di racchiuderli in un unico mutuo ventennale contratto con la ex banca Opi. Lo strumento individuato fu il cosiddetto Boc, grazie al quale si riuscì a negoziare un tasso fisso del 3,75 per cento. Poco dopo, il consiglio comunale deliberò, con il voto contrario dell’opposizione, di prendere in considerazione l’ipotesi della sottoscrizione di contratti derivati a tasso variabile, come gli Swap.
«Un azzardo – continua Marrella – in quanto ciò esponeva le casse comunali al rischio dell’oscillazione dei tassi. Da quel momento ho avviato una battaglia personale che ha portato ad un contenzioso con la banca e che, nel 2019, ha condotto alla nomina da parte del giudice di un consulente tecnico di ufficio (ctu), al quale è stato chiesto, tra le altre cose, di verificare l’idoneità dei contratti Swap a coprire il rischio di rialzo del tasso».
Ed è qui che si aprirebbero degli spiragli per il Comune.  
«Secondo il ctu – argomenta Marrella – il debito contratto dal comune con i Boc era a tasso fisso e quindi non era presente alcun rischio di variabilità. Per contro, pur essendo il contratto Swap protetto da alcune clausole che ne limitavano i rischi, esponeva il comune ad alcuni svantaggi in caso di discesa dell’indice di riferimento. Questo aprirà la strada alla richiesta di risarcimento da parte dell’ente nell’ordine di diverse centinaia di migliaia di euro».