Mastroleo: “Il presidente del Consiglio va nominato con il coinvolgimento della minoranza”

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Marco Mastroelo
Marco Mastroleo

Cerchiamo di mettere in ordine le cose. Ci provo… Il sistema di governo cittadino, da quando fu introdotta l’elezione del SINDACO (elezione diretta) deve essere immaginato come un sistema misto. Di fatto, quando votiamo, votiamo come se ci fossero due elezioni ben distinte. Un’elezione è per il sindaco e per quello che poi sono i suoi successivi poteri (nominare la giunta e governare il paese), l’altra elezione è per definire la rappresentanza popolare (il consiglio comunale ed i consiglieri). Ovviamente questo sistema è strettamente legato (per ovvie ragioni politiche e non istituzionali). Un esempio concreto che capita non frequentemente, ma capita, è che si può avere il sindaco di una parte politica e la maggioranza dei consiglieri comunali di un altro schieramento. L’articolo 13 del nostro statuto comunale prevede che l’elezione del presidente del consiglio avviene in prima seduta con la maggioranza dei 2/3 del consiglio comunale. La ratio che sovraintende quest’idea, è quello del coinvolgimento delle opposizioni; ciò significa che per eleggere il presidente, si tende a coinvolgere tutti i rappresentanti del popolo. Infatti quando venne scritta la legge per l’elezione diretta del sindaco, si è immaginata la separazione delle funzioni tra l’ufficio dello stesso sindaco e quello di presidente del consiglio. Questo per sottolineare l’autonomia reciproca dei due ruoli. Ora, fatta questa lunga premessa, (probabilmente noiosa) mi preme evidenziare come è svilente per le istituzioni e per i diversi ruoli, leggere che “IL SINDACO OFFRE A CHICCHESSIA IL RUOLO DI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO”. Per il ruolo di presidente del consiglio andrebbero coinvolti tutti i rappresentati del popolo e non solo quelli che hanno espresso la tua maggioranza. Caro Ottavio, lascia questi atteggiamenti spocchiosi ai tuoi predecessori e pensa a ricostruire una comunità. Ti ricordo che sei sindaco per il rotto della cuffia, e che c’è il 50% della città che non ti ha votato. Dobbiamo provare tutti insieme ad essere alti anche nella forma, forma che a mio modesto parere diventa sostanza.

Marco Mastroleo