Si sono diplomati a pieni voti gli alunni della 5AS del Liceo classico «Montalcini» di Casarano, la classe pilota sulla quale è stata condotta con pieno successo la sperimentazione quinquennale del Metodo Ruggiero elaborato dal professor Giampiero Ruggiero.

Su 19 alunni, tutti promossi con medie generalmente molto alte, ci sono stati ben sei 100, quattro dei quali con lode.

Ad essere licenziati con lode sono stati Stefano Fortunato, Alessandra Pia Orlando, Gaia Patruzzo e Maria Letizia Primiceri. Punteggio pieno, 100 su 100, per Ludovica Fracasso e Giorgio Micaletto.

Gli occhi di molti licei d’Italia erano puntati verso questa classe. Al netto della sperimentazione condotta dall’Università del Salento, il vero banco di prova restavano gli esami di maturità, per verificare le reali competenze raggiunte dai ragazzi alla fine del loro percorso di studio.

La conferma è arrivata. Non solo i risultati ci sono stati, ma sono giunti con dimensioni difficilmente pronosticabili cinque anni fa.

Nello specifico, durante il colloquio, i ragazzi hanno analizzato due autori greci e latini. E in questo, nulla di particolare, se non fosse che hanno interagito con il docente di riferimento in greco antico.

Di seguito il nome di tutti gli altri alunni della classe pilota, meritevoli anch’essi di essere menzionati: Giulia Borgia, Mikhail Ciliberti, Beatrice D’Agostino, Anna De Marco, Concetta Guido, Giuliana Manco, Greta Chiara Marzo, Luigi Tommaso Memmi, Martina Pia Pascali, Giorgia Patisso, Angelica Portone, Francesco Riccardo Sammartino, Giovanni Verardi.

«L’esame di Stato 2022 – commenta a caldo il professor Ruggiero – ha rappresentato un parziale ritorno alla normalità col ripristino delle prove scritte, la prima, quella di Italiano, e la seconda, quella caratterizzante l’indirizzo di studi, di Latino. Esso è stato l’approdo felice della sperimentazione didattica condotta nel quinquennio appena conclusosi: partendo da approcci inusitati e percorrendo vie nuove è stata vinta la scommessa di guidare gli studenti all’apprendimento delle lingue classiche e di avvicinarli ai testi della classicità, senza mai rinunciare ai contenuti fondamentali e agli obiettivi formativi di queste discipline. Pur in modo diversificato, i risultati conseguiti nel lavoro di comprensione, traduzione e analisi testuale sono stati ampiamente soddisfacenti con livelli molto alti di prestazione e con una competenza aggiunta, prima d’ora mai esperita, rappresentata dall’uso attivo della lingua anche per la storia letteraria e per la riflessione metalinguistica: un possesso veramente perenne “κτῆµα ἐς ἀεί ”, per dirla al modo di Tucidide ed un “monstrum” che nella “probatio” dell’Esame di Stato conclusivo ha avuto il suo meritato coronamento diventando “monumentum” per tutti».