La città che vogliamo, non è solo uno slogan da social non sono parole senza peso.
La città che vorremmo è ad oggi un miraggio. Bisogna dare un senso alle parole che si pronunciano, alle promesse che si fanno, bisogna dare un senso all’idea ed alla visione città.
Oggi la nostra città è un Frankstein senza anima, vengono assunte scelte che cozzano e stridono le une dalle altre. Questo perché si vuole tenere dentro tutto ed il contrario di tutto. Invece, la politica ha un senso se assume una posizione chiara e spiega ai contrari perché quella scelta pagherà. Bisogna partire dal presupposto che la bellezza non va relegata ed enfatizzata solo per poche ore e poi richiusa con chiavistelli di pensiero. La bellezza e la visione di una città che migliora, vanno praticate tutti i momenti. Sembra quasi di vivere in quelle case i cui gli abitanti vivono il salotto di casa solo in occasione delle visite degli ospiti, salotto che puntualmente viene richiuso e lasciato al buio. Mentre le altre stanze sono vittime di caos e disordine. Allora, crediamo che fuor di metafora, bisogna uscire da quest’incubo, bisogna programmare gli spazi della città con criteri chiari ed esteticamente gradevoli. Vanno gettate le basi affinchè chi abita quotidianamente il centro della città, colga il concetto del bello che diventa prezioso non solo dal punto di vista estetico, ma anche dal punto di vista economico. Bisogna cogliere la fine della ristrutturazione di palazzo D’Elia come il punto zero di ricostruzione del centro. Ed inoltre va sottolineata anche la scorrettezza istituzionale che non riconosce a chi ha progettato e finanziata l’opera, e cioè le amministrazioni Venuti-De Masi e la giunta regionale Vendola (marzo 2011). Non solo le amministrazioni Stefàno-De Nuzzo mancano e mancavano totalmente di visione, sono anche scorrette nella forma. Ma a noi interessa l’oggi e quello che sarà; non possiamo più permetterci di avere un centro città come la torre di babele, non possiamo avere auto parcheggiate in ogni dove e solo un piccolo pezzettino di zona pedonabile. Come scrivevamo nel nostro programma, tutto va organizzato nell’ambito di un “Piano di Marketing per la Città” che si rivolgerà in parte all’interno della nostra città ed in parte all’esterno e servirà soprattutto ad attrarre una significativa quota del turismo salentino. Partiamo dall’interno ed Istituiamo un Tavolo con gli operatori, per la valorizzazione commerciale e una gestione condivisa del centro storico, questo tavolo potrebbe essere l’assemblea dell’associazione DUC che più volte abbiamo evocato ma mai messa in pratica. Era l’anno scorso e l’assessore Legittimo promise che di lì a pochi giorni, sarebbero stati attivati tutti gli organi per poterla fare lavorare. Ad oggi ancora siamo in attesa ed il rischio è che il caos ed il brutto a Casarano diventi strutturale.

I consiglieri di opposizione Marco Mastroleo, Fedele Coluccia, Umberto Totaro, Attilio De Marco