Partire da quel che c’è

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partire da quel che c'è
Foto: Daniele D'Amato

Caro Alberto, 

da quel che si dice in giro, la fase 2 dovrebbe essere agli sgoccioli e presto si dovrebbe partire con la 3, quindi, in questo momento saremmo all’incirca nella fase 2 e ½, oppure 3 meno meno…

A volte mi viene da pensare di essere addirittura nella fase 2 alla seconda x 3,14 … (effetto della didattica a distanza?) …

Sta di fatto che, al di là dei numeri, per me è, e sarà sempre, il momento di ricominciare! Come ogni mattina, come ogni settimana, ogni stagione ed ogni anno, da quando sono venuto al mondo.

Non c’è n’è di tempo per aspettare che sia tutto a posto o tutto chiaro, non mi posso permettere di arrivare alla quadratura del cerchio prima di muovermi. Ciò non toglie che, in mezzo a tante certezze decadute, a tutti i consigli raffazzonati e spesso contraddittori, abbia comunque un immenso bisogno di qualcosa di certo. Un punto di riferimento, un centro dove piantare la punta del compasso, così da poter prenderci le misure … e non partire per la tangente.

Ma qual è questo punto? 

Nonostante, come ben sai, io non sia né un professore, né tantomeno un virologo, mi trovo spesso a domandarmelo, e quando non ci penso, ecco che arriva una qualche secante ad attraversare il mio piccolo mondo … e allora ci penso per forza! 

Il metodo migliore per me rimane sempre quello: partire da quel che c’è e non da quel che manca! 

Ma immersi in questo misero mondo, come si può cogliere il positivo da cui partire? In mezzo a tanti meno, come si fa a trovare un qualche più? 
Non è questione di algebra o di geometria, casomai di musica … 

… Il desiderio 
è la cosa più importante 
è un’attrazione un po’ incosciente 
è l’affiorare di una strana voce 
Che all’improvviso ti seduce 
è una tensione che non riesci a controllare 
Ti viene addosso non sai bene come e quando 
E prima di capire 
Sta già crescendo. 
Il desiderio è il vero stimolo interiore 
è già un futuro che in silenzio stai sognando 
è l’unico motore 
Che muove il mondo …

Giorgio Gaber, il desiderio

Qualsiasi numero abbia la fase della vita in cui mi trovo, non posso che partire da quel che c’è! E la forza, che determina il movimento dal centro verso la circonferenza (ed oltre), è il desiderio! 

E così ci abbiamo messo anche un po’ di fisica! 

Per me il desiderio non è un sentimento astratto, è un’attrazione molto concreta che cambia tutto. Il desiderio è “per qualcosa” … o “qualcuno” … che c’è. Quello a cui accenna Guccini nella sua “Vorrei”

… Vorrei cantare il canto delle tue mani 
Giocare con te un eterno gioco proibito 
Che l’oggi restasse oggi senza domani 
O domani potesse tendere all’infinito 
E lo vorrei 
Perché non sono quando non ci sei 
E resto solo coi pensieri miei ed io …

Perché non “sono” quando non ci “sei”. Non sono quando non ci sei! Io non voglio restare “ solo coi pensieri miei”. 

Il Battesimo della Benny, il lavoro ferito dal gelo, la fatica dello studio, il dolore della malattia, l’amore per mia moglie, per i figli … determinati e accompagnati dal desiderio di bene e non da abitudine o dalla scontatezza! Perché io “non sono” quando non c’è Colui che è il centro dell’infinito mondo. 

Grazie al cielo, c’è una storia che mi precede, c’è un futuro che mi aspetta, c’è una diagonale che mi attraversa e che passa per forza dal centro. C’è poi un “misterioso” “pi greco” che mio malgrado trasforma i pochi dati di cui dispongo e rende concreto, reale e amabile il mondo intero, in tutta la sua superficie. 

Buona fase 3 Alberto!

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Paolo Argnani
Classe 1965 vive da sempre in Romagna e il suo legame con Casarano è dovuto all'amicizia col caro Eugenio. Contadino, marito, padre, nonno, fratello, figlio e amico, ama la vita e chi gliel'ha donata. Qualcuno una volta valorizzò un suo scritto e lui ne rimase meravigliato. Da allora prova a scattare qualche foto qua e là, usando le parole al posto dei pixel. Il suo desiderio non è tanto quello di mostrare il bello, il buono e il vero che ci circonda, ma piuttosto di incuriosire, provocare e stimolare il cuore, la mente e la libertà di chi legge.