Riso: “Ma quale Polo pediatrico? Qui c’è bisogno di un Polo geriatrico”

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Mario Riso
Mario Riso

Lettera aperta a tutti coloro che ancora insistono per l’attivazione presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce del POLO PEDIATRICO. Presidente Michele Emiliano, Assessore Sanità Lo Palco, Direttore Generale Asl di lecce, Presidente associazione Triacorda e a tutti gli Esponenti dei partiti politici della Provincia di Lecce.

Facciamolo sapere a chi ancora sostiene che l’ospedale Vito Fazzi e la provincia di Lecce ha bisogno di un polo Pediatrico. A BARI c’è l’Ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII ” il quale, nonostante TUTTE le sue BRANCHE SPECIALISTICHE, non ha ottenuto ancora il riconoscimento di “Polo Pediatrico”. Alcuni lestofanti anni addietro sostenevano che il Vito Fazzi di Lecce per avere il riconoscimento del POLO PEDIATRICO gli mancava “solo” la CHIRURGIA PEDIATRICA e si affrettarono con la connivenza di tutto lo schieramento dell’arco politico Salentino e non solo, a “PREDARE” la Chirurgia Pediatrica con tutta la sua Equipe dal Ferrari di Casarano (dopo 33 anni di brillanti prestazioni) e portarla al VITO FAZZI di Lecce, come se al Fazzi mancasse solo la CHIRURGIA PEDIATRICA per il riconoscimento del Polo Pediatrico. Miserabile scusa (che non si dicesse mai che al FERRARI di Casarano vi era un reparto specialistico che il VITO FAZZI non aveva). E tutte le altre branche specialistiche che un Polo Pediatrico necessita per essere considerato tale, dove sono? per fare qualche esempio: CARDIOCHIRURGIA pediatrica; NEUROCHIRURGIA pediatrica ecc. ecc.. Quindi, signori della casta del fantomatico Polo Pediatrico Salentino, vi ricordo, che la natalità in Italia e in particolar modo in Puglia e nel Salento ha toccato ormai una percentuale bassissima, e che di contro, abbiamo una altissima percentuale di ultra sessantenni, proprio per questo, riteniamo che, invece di sprecare fiato per l’attivazione di un POLO PEDIATRICO, sia necessario che venga istituito un POLO GERIATRICO. Un centro Ospedaliero GERIATRICO che includesse tutte le specialità, questo consentirebbe al paziente anziano, “poli patologico”, di non essere sballottato da una parte all’altra il momento in cui bisognevole di prestazioni specialistiche. Ma questi sono sogni, che vengono sacrificati sull’altare dell’avidità del DIO DENARO e non solo.

VIALettera aperta
FONTEMario Riso
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