Tanto tuonò che alla fine piovve…

La bomba d'acqua abbattutasi su Casarano diventa terreno di scontro tra opposte fazioni politiche. Alle critiche mosse da Caputo e Memmi, risponde Antonaci

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tanto tuonò che piovve
Foto: Facebook

Scene degne di ben altre latitudini geografiche quelle alle quali si è assistito ieri in diversi centri del Salento.

A causa del violento nubifragio abbattutosi sul tacco d’Italia, a Casarano, alcune zone sono state letteralmente inondate, con strade trasformate in torrenti in piena e garage tramutati in cisterne.

Traffico in tilt e auto in panne un po’ ovunque. Tra le zone maggiormente colpite sono da annoverare viale Francesco Ferrari, in prossimità dell’ospedale, e via Poerio, due arterie principali, a valle della città, trasformate in veri e propri torrenti in piena, con immagini che richiamano alla mente fenomeni meteorologici tipici di ben altre latitudini. Diverse le auto in panne, rimaste bloccate nel mezzo della carreggiata invasa dalle acque. In alcuni casi, l’acqua ha raggiunto livelli talmente alti da sommergere quasi completamente le auto in transito.

E come spesso accade, quanto avvenuto diviene terreno di scontro politico.

Dall’opposizione si punta il dito contro l’Amministrazione.

Ad intervenire sono stati il segretario cittadino del Pd, Gabriele Caputo, e il consigliere comunale Mauro Memmi, che hanno accusato l’Amministrazione di non aver provveduto alla pulizia di tombini e canali per la raccolta delle acque piovane.

Pronta la replica della maggioranza, giunta per il tramite del consigliere Alessandro Antonaci.
«Ai pagliacci sciacalli che ritengono che l’amministrazione comunale abbia poteri sugli eventi atmosferici – taglia corto il consigliere – fornisco la definizione di bomba d’acqua. “Bomba d’acqua” è un termine giornalistico coniato dai mass media italiani come libera traduzione dell’inglese cloudburst, letteralmente “esplosione di nuvola”. È un violento nubifragio in cui la quantità di pioggia caduta supera i 30 millimetri all’ora, o, secondo altri climatologi, quando le precipitazioni superano i 50 millimetri nell’arco di due ore. Quando la massa d’acqua è di tale portata non c’è caditoia che regga anche se diligentemente pulita la settimana precedente».

E, in effetti, non sono pochi coloro che ritengono che, proprio a causa dell’eccezionalità della portata del nubifragio, si sarebbe verificata la stessa identica cosa anche nel caso in cui al governo cittadino ci fosse stata una qualsiasi altra Amministrazione.

C’è poi chi tira in ballo l’edificazione in zone a rischio idrogeologico e la cementificazione che hanno accompagnato l’espansione urbanistica di Casarano negli ultimi decenni.

Non è mancata l’ironia di molti casaranesi che hanno paragonato Casarano a Venezia. Per non parlare del fotomontaggio nel quale San Giovanni manifesta la propria preoccupazione in quanto la colonna sulla quale è eretto è quasi completamente sommersa dalle acque.

Al di là della diversità di vedute, quel che è certo è che si deve quanto prima avviare una seria riflessione su un problema che, purtroppo, non è più un caso isolato, come evidenzia anche Daniele D’Amato nell’ultimo articolo della sua rubrica Degustibus.

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Foto: Facebook

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Alberto Nutricati
Scrive per la Gazzetta del Mezzogiorno da circa vent’anni, occupandosi di cultura, politica, economia, costume, sport, etc. Diverse le collaborazioni con testate cartacee e telematiche a livello locale e nazionale. All’attività giornalistica affianca la ricerca. Al centro dei suoi interessi culturali vi sono la filosofia e l’antropologia. Tra le sue più recenti pubblicazioni, il volume monografico L’enigma delle fiabe sulla interpretazione delle fiabe e diversi articoli e contributi apparsi su riviste ed enciclopedie di prestigio, come la rivista filosofica internazionale Quaestiones Disputatae dell’Universidad Santo Tomás, una delle più antiche delle Americhe, fondata in Colombia nel 1580, e l'Enciclopedia di Bioetica e Scienza Giuridica.