Testimonianze archeologiche nel territorio di Casarano

Riceviamo questo approfondimento da Alessandro De Marco e pubblichiamo più che volentieri.

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Approvato il progetto per il recupero del sedile e della torre dell'orologio
Foto: Gigi Garofalo

Stando alle fonti tradizionali la città di Casarano avrebbe delle origini romane che sarebbero confermate da alcune evidenze archeologiche, epigrafiche e letterarie. I soli documenti attualmente disponibili a supporto di questa teoria però sono solo i seguenti:

  • Frammento di epigrafe latina rinvenuta nei primi anni settanta del secolo scorso durante i lavori di restauro della chiesa di Santa Maria della Croce “Casaranello”. Il frammento stando alle osservazioni di Cosimo Pagliara sarebbe da riferire alla famiglia romana dei Vibulei, di stanza a Gallipoli. Il frammento di epigrafe sarebbe ancora conservato presso i depositi di archeologia dell’Università del Salento.
  • Epigrafe latina, sita in abitazione privata. Si tratta di una stele funeraria dedicata dai genitori al proprio figlio di nome MUSICUS morto in giovane età. Dal testo si apprende anche che il padre di nome Levio era di origini ebree mentre la madre di nome Cale aveva origini greche.
  • Evidenze archeologiche di saggi effettuati da Francesco D’Andria. Durante i lavori D’Andria avrebbe individuato le tracce di un vigneto romano associato a ceramica tardo imperiale in una zona ad est della chiesa di Casaranello.

Le evidenze archeologiche ed epigrafiche documentate, per quanto esigui, sono indubbiamente valide ai fini della ricerca. A queste notizie in verità dovremmo aggiungere anche la breve ma significativa scheda su Casarano elaborata da Cosimo De Giorgi nel suo celebre “La Provincia di Lecce – Bozzetti di Viaggio”. Tra gli autori antichi il De Giorgi è certamente uno tra i meglio considerati, ed i suoi manoscritti sono sempre oggetto di grande attenzione. De Giorgi ci ricorda come annesso alla chiesa vi era un cimitero (tale area oggi non è più nelle disponibilità della città di Casarano). Inoltre intorno alla chiesa <<…si vedano ruderi di antiche costruzioni, una grotta tagliata nel sabbione tufaceo e poi trasformata in frantoio, frammenti architettonici di antichi edifizi e vi si rinvengono monete e medaglie bizantine.>>.

Il testo del De Giorgi sembra quindi confermare quanto ci giunge da tutte le altre fonti relativamente alla presenza di un antico insediamento romano esteso tutt’intorno alla chiesa di Casaranello. A ravvivare la curiosità di studiosi ed appassionati circa la rilevanza storica ed archeologica della chiesa di Santa Maria della Croce hanno contribuito, anche le due recenti pubblicazioni curate dall’Associazione ArcheoCasarano. Nei sette anni di lavoro e di costante impegno presso il complesso di Casaranello, i volontari dell’associazione Archeo hanno avuto modo di raccogliere numerose testimonianze orali dagli anziani abitanti del luogo.

Tra i tanti ricordi che rischiano di perdersi insieme con i testimoni, si conserva ancora la memoria della presenza di corredi funerari esistenti nelle tombe scavavate all’interno della chiesa e individuate negli anni settanta del secolo scorso. Si racconta anche di una “caverna” rinvenuta dietro la chiesa – forse interrata – decorata con affreschi tra i quali uno raffigurava il volto di una Madonna.    

Intorno all’edificio sacro sarebbero state rinvenute anche numerose “cose vecchie” (frammenti di ceramica, monete, vetri, pesi da telaio, embrici, murature antiche i cui conci venivano regolarmente reimpiegati nelle nuove costruzioni che all’epoca del rinvenimento si stavano realizzando). Queste fonti orali vanno prese nella dovuta considerazione, poiché raccontate senza ombra di malizia da persone semplici i cui ricordi rappresentano senz’altro un valore culturale antropologico per tutta la comunità casaranese.

Tra le varie evidenze archeologiche giunte sino a noi dal passato, presenti sul territorio casaranese, una delle più significative è certamente la scala monumentale realizzata in pietre a secco sita in via Maggia. Questa struttura si inerpica sul costone della collina della Madonna della Campana e anticamente giungeva proprio dinanzi alla chiesa che ha dato il nome alla collina.

Questa scalinata risulta interrotta nella sua parte sommitale a causa di lavori eseguiti in un recente passato per la realizzazione di una villa privata. La struttura versa in uno stato precario di conservazione poiché molti gradini si sono staccati dal loro sedime sia per la fitta presenza di arbusti e piante infestanti che crescono su di essa sia per lo stato di abbandono in cui versa da secoli. Un’altra importante area di rilevanza archeologica è costituita dai residui di un cimitero medioevale ubicato in via Solferino ad ovest di Casaranello. Questo sito, già noto e documentato, insiste su un terreno privato ed necessiterebbe di indagini conoscitive attraverso saggi di scavo per il suo recupero la collocazione culturale.

Vale la pena infine rilevare la presenza di un palmento scavato nella roccia affiorante in via Tevere, alle spalle della chiesa di Santa Maria della Croce. Si tratta di un’opera di modeste dimensioni all’interno di un terreno privato ma di particolare interesse poiché doveva essere in rapporto con l’area di influenza diretta della chiesa di Casaranello.

Testo a Cura di Alessandro De Marco (Ass. ArcheoCasarano) e Giovanni Giangreco (già funzionario della soprintendenza ai beni culturali della Regione Puglia)

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