Tutto è fragile e incerto

0
422
Tutto è fragile e incerto
Foto: Daniele D'Amato

Carissimo,

Tutto è fragile e incerto, tutto grida la mia… la tua… la nostra impotenza.

Lo so, non c’è nulla di più personale della sofferenza, ed io dovrei essere più prudente e discreto, ma…

Perché anche il tuo dolore mi coinvolge così?

– E no, che pa…! Non cominciare coi tuoi sermoni e le tue parabole che non si capiscono! Ci manca solo che ti metta a scrivere di dolore e di sofferenza… c’è bisogno di ben altro!

– Non ti preoccupare, mi taccio subito… e se vuoi lo faccio per sempre.

– Permaloso! Non credi che forse abbiamo bisogno di un po’ di serenità, spensieratezza, allegria?

– Prego, accomodati …

– E poi scusa, di problemi ne ho abbastanza dei miei, dovrei preoccuparmi pure di quelli degl’altri?

– Forse hai ragione tu …

– Oh, bravo! Così mi piaci. Scrivi un po’ … che ne so … della campagna, dei tuoi nipoti, … ecco! Scrivi una bella favoletta per i bambini!

– E come la vuoi? A questo punto dimmelo tu come deve essere … senza dolore, senza male, senza ingiustizia? La vuoi con il “bene” che ha già vinto in partenza, senza lotta, senza battaglia … senza storia? Bello! Scrivitela da solo!

– Come siamo suscettibili stasera! Cosa ti è successo?

– Guarda cosa succede! (mostra il cellulare)

– Giovane cade dal tetto …

– Cade? Aveva perso il suo migliore amico pochi giorni prima.

– Che triste …- Ricordo quando ero bambino e persi un caro amico, ho ancora presente la scena. Il timore dei miei genitori nel darmi la notizia e il mio rifugiarmi fra le braccia di mia madre, bagnando i suoi vestiti con lacrime di tristezza, angoscia e forse anche rancore.- Non sapevo … non me lo avevi mai raccontato.

– Non son cose che si raccontano così, tanto per fare due chiacchiere, ne tantomeno si ha voglia di ascoltarle … non è vero?

– La vita a volte è troppo drammatica!

– L’importante è che non sia disperata! Vedi … solo dopo tanti anni ho riconosciuto l’importanza di quella scena. Una stanza piena di persone care, accompagnate da una fede semplice, riunite per starmi vicino mentre ricevevo quella terribile notizia. Il dramma della morte, della sofferenza, del dolore, sono parte della vita, non si scappa da questo! Ma che grazia non viverle da soli!

– Capisco …

– Adesso scusami, ma devo finire di scrivere il messaggio. Il tuo dramma mi coinvolge, mi riempie di domande. Se non temessi di disturbarti, ti chiederei … Come va’? Se non conoscessi la difficoltà di raccontare quel che non si capisce, ti chiederei … Come stai? Se non fossi continuamente indaffarato a spostare la nebbia a manate, vi stringerei forte forte … Bèh … Intanto clicco invio … Così almeno sai che ci sono e prego con voi.