Una riflessione monouso

Decine di guanti monouso abbandonati per strada sollecitano la riflessione di Massimo Mazzeo

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Il problema dei guanti monouso non è una questione di Coronavirus. Ce ne parla Massimo Mazzeo in questa sua riflessione.

Immersi in una situazione tutt’altro che rosea, dove un virus 600 volte più piccolo del diametro di un nostro capello, ha messo in crisi il sistema economico e sociale dei nostri tempi, abbiamo cercato come comunità di trovare e recuperare un senso di unione, collaborazione, senso civico, tralasciando gli individualismi e mettendo al primo posto la priorità della nostra salute e soprattutto la salute delle persone più deboli.

Fermiamo l’economia, la produzione delle fabbriche, restiamo in casa, suoniamo dai balconi, facciamo la spesa in fila, ci mascheriamo, facciamo smart working, leggiamo libri, potiamo alberi, sistemiamo il giardino… tutte attività utili a mantenere un ordine nel caos e anche a prolungare un equilibrio mentale messo in discussione dalla rottura della nostra tanto amata routine.

Siamo veramente bravi

Bravi, siamo veramente bravi a cedere alla compassione, alla fratellanza, a questo senso di comunità…

Succede che un bel pomeriggio e nel bel mezzo di una discussione scherzosa su uno dei tanti social che di questi tempi fa da ponte alle nostre anime, anche se parlare di ponti potrebbe essere anacronistico, ricevo un’immagine che fa ribrezzo, disgusto, definirei vomitevole… non sono i poveri malati di Covid, né tanto meno le infinite colonne di mezzi militari che trasportano salme… sono semplici guanti monouso… distese di guanti monouso disseminati sull’asfalto del parcheggio di un grande supermercato dalle miriadi di persone che quotidianamente si mettono in fila per fare la spesa.

Questa immagine mi ha profondamente turbato perché seppur partiamo con i presupposti di recuperare un senso civico oramai dimenticato, perché c’è un essere minuscolo che mette in discussione le nostre abitudini e quindi dobbiamo concentrare gli sforzi per combatterla, non più come individui, ma come comunità, applaudendo chi è in prima linea, non siamo ancora capaci di fare il nostro piccolo, che in questo caso non è rimanere a casa, ma semplicemente sfilarsi un guanto e riporlo in un contenitore per la raccolta differenziata.

E non è nemmeno un gesto che avremmo dovuto apprendere in questi giorni, non abbiamo l’attenuante della «formazione», perché di guanti ne usavamo mille anche prima dell’emergenza sanitaria.

E’ un problema di consapevolezza, che spesso e volentieri si volatilizza come gli indici dei mercati in questi giorni…

Non è giusto colpevolizzare tutti indistintamente, perché la gran parte delle persone fa la propria parte con rispetto e diligenza, ma è giusto sottolineare la negligenza di pochi elementi che continuano, con i loro comportamenti ad inquinare quel senso di comunità e senso civico che stiamo cercando di recuperare.

“Il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.

FONTEMassimo Mazzeo
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