Vandalismo contro razzismo: l’Arte non si tocca!

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vandalismo contro razzismo l'arte non si tocca

Le numerose manifestazioni di protesta in tutto il mondo contro il razzismo, dopo l’uccisione di George Floyd da parte di un poliziotto americano, hanno infiammato gli animi in una furia iconoclasta che non risparmia statue e monumenti, simboli del passato, travolgendo tutto ciò che è contrario ad una ideologia di giustizia.

Vedere la statua di Indro Montanelli imbrattata di colore rosso con le scritte diffamatorie di “razzista, stupratore” ci ha fatto indignare e interrogare sul perché di tutto quest’odio.

Ma tali gesti, di bieca violenza nascosta sotto un velo ipocrita di razzismo e vandalismo populista, racchiudono altro. Le statue che raffigurano gli uomini che hanno scritto una pagina della nostra storia sono da abbattere o da difendere?

Si tratta di razzismo o vandalismo?

Contemporaneamente  in Francia si discute se rimuovere o sostituire la statua del politico Jean Baptiste Colbert accusato di negrofobia, mentre in Spagna negli stessi tempi la furia ha colpito molte statue dedicate ad esploratori e missionari spagnoli, come Hernan Cortes o Francisco Pizzarro vandalizzate e decapitate.

Anche il monumento di Cristoforo Colombo è stata al centro di discussioni nel Parlamento catalano, la cui rimozione dopo secoli dovrebbe ripagare le popolazioni ridotte in schiavitù dopo la conquista straniera. Una furia assurda che ricorda la caccia alle streghe di McCartiana memoria.

Mi chiedo a che cosa porterà tutto questo vandalismo? Alla violenza non si può rispondere con la violenza, perché è un controsenso.

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, per citare una persona che di remissione dei peccati ne sa più di noi. Tutto ciò cambierà davvero il mondo in meglio? Non dimentichiamo ciò che fecero i nazisti o i comunisti di Mao o di Pol Pot, cancellando la memoria del passato.

E proprio i giovani che si adoperano per compiere tali azioni violente, animati da spirito contestatario e rivoluzionario, dovrebbero studiare meglio la storia e non dimenticare velocemente ciò che ieri ci ha fatto essere quelli che siamo oggi.

E siccome a questi gesti segue sempre un’emulazione, anche se per significati più nobili vedere imbrattata di rosso la sirenetta di Copenaghen contro la caccia alle balene, è pur sempre un colpo al cuore.

Prendersela con una statua inerme è troppo semplice, l’arte dev’essere rispettata, protetta e non vilipesa, perché è ciò che identifica un popolo.